Musica e produttività: ascoltare musica aiuta davvero a lavorare meglio?

“Noi siamo i creatori della musica e siamo i sognatori dei sogni.”

Può uno strumento antico come la musica aiutarci a lavorare meglio anche nell’epoca delle notifiche, delle email e delle continue distrazioni digitali?

La risposta è interessante: musica e produttività possono essere collegate, ma molto dipende dal tipo di attività che stiamo svolgendo, dalla musica scelta e persino dalle nostre abitudini personali.

Per alcuni lavori, soprattutto quelli ripetitivi o monotoni, ascoltare musica può contribuire a rendere l’esperienza più piacevole e mantenere alto il coinvolgimento. Quando invece dobbiamo leggere, scrivere o affrontare un compito cognitivamente complesso, la stessa musica potrebbe trasformarsi in una distrazione.

Vediamo cosa suggeriscono gli studi.

Musica e produttività nelle attività ripetitive

Il rapporto tra musica e produttività viene studiato da molto tempo.

Già alcune ricerche condotte in ambienti industriali hanno analizzato gli effetti della musica di sottofondo durante lo svolgimento di lavori ripetitivi. I risultati indicavano che la musica poteva contribuire a migliorare l’efficienza anche in presenza del rumore prodotto dai macchinari.

Il motivo può essere intuitivo: quando un’attività richiede gesti ripetitivi e un livello limitato di elaborazione mentale, la musica può rendere l’ambiente meno monotono e aiutare a mantenere un maggiore livello di attenzione e coinvolgimento.

Questo non significa naturalmente che mettere una playlist in sottofondo renda automaticamente tutti più produttivi.

Il tipo di lavoro continua a fare una grande differenza.

Ascoltare musica mentre si lavora può migliorare l’umore

Un altro aspetto importante riguarda l’umore.

Uno studio pubblicato sulla rivista Psychology of Music ha osservato per cinque settimane 56 sviluppatori informatici all’interno di aziende canadesi.

I risultati hanno mostrato che, quando la musica veniva rimossa, il tempo impiegato per le attività tendeva ad aumentare. Nelle condizioni con musica venivano inoltre riportati effetti positivi sull’umore e sulla percezione della qualità del lavoro.

La relazione tra musica e produttività, quindi, potrebbe dipendere in parte proprio dalla capacità della musica di modificare il nostro stato emotivo.

Quando ascoltiamo qualcosa che ci piace, il lavoro può apparire meno pesante e l’ambiente più piacevole.

Musica al lavoro contro rumori e distrazioni

Chi lavora in un ufficio conosce bene il problema.

Conversazioni dei colleghi, telefoni, tastiere, stampanti e continui rumori di sottofondo possono interrompere la concentrazione.

In alcune situazioni, utilizzare cuffie o auricolari con una musica adatta può creare una sorta di ambiente sonoro personale e ridurre la percezione delle distrazioni circostanti.

Ma attenzione al volume.

La musica non dovrebbe impedire di percepire segnali importanti dell’ambiente circostante, soprattutto nei luoghi di lavoro in cui sicurezza, comunicazioni e avvisi sonori hanno un ruolo fondamentale.

Più forte non significa quindi necessariamente più efficace.

Quale musica scegliere per concentrarsi?

Non esiste una playlist perfetta per tutti.

Una delle variabili più importanti è il tipo di attività.

Attività semplici e ripetitive

Durante lavori amministrativi semplici, inserimento dati, archiviazione o altre mansioni monotone, una musica piacevole può aiutare a mantenere il ritmo e rendere il compito meno noioso.

In questi casi può funzionare anche una playlist energica e familiare.

Lettura e scrittura

Quando dobbiamo leggere un testo complesso, studiare o scrivere, le parole di una canzone possono invece competere con quelle che stiamo elaborando.

Una ricerca pubblicata nel 2024 ha riscontrato una riduzione della comprensione nella lettura quando i partecipanti ascoltavano musica pop con testo rispetto alla condizione senza musica.

Per attività linguistiche può quindi essere più indicata musica strumentale, ambient, classica o comunque priva di testi particolarmente invasivi.

Compiti che richiedono molta concentrazione

Per calcoli complessi, programmazione, studio intenso o attività che richiedono memoria di lavoro, il silenzio può essere la soluzione migliore per alcune persone.

Altre, invece, riescono a concentrarsi con un sottofondo musicale molto discreto.

La scelta migliore è osservare il proprio rendimento invece di affidarsi a una regola valida per tutti.

Musica e creatività: il rumore giusto può aiutare?

Il rapporto tra suono e creatività presenta un’altra curiosità.

Una ricerca pubblicata sul Journal of Consumer Research ha confrontato diversi livelli di rumore ambientale.

Negli esperimenti, un livello moderato di circa 70 decibel ha favorito le prestazioni in alcuni compiti creativi rispetto a un ambiente più silenzioso, mentre un rumore elevato di circa 85 decibel ha avuto l’effetto opposto.

Non significa che per essere creativi sia necessario lavorare sempre in un ambiente rumoroso.

Il risultato suggerisce piuttosto che un livello moderato di stimolazione sonora, in determinate condizioni, possa favorire un pensiero più astratto.

È uno dei motivi per cui alcune persone si trovano particolarmente bene a lavorare con un leggero sottofondo musicale o con i rumori di un bar.

Musica e produttività: quando è meglio spegnerla

La musica può quindi essere una risorsa, ma bisogna riconoscere anche il momento in cui diventa un ostacolo.

Potrebbe essere meglio spegnerla quando:

  • stiamo cercando di comprendere un testo particolarmente difficile;
  • dobbiamo memorizzare molte informazioni;
  • il testo della canzone interferisce con ciò che stiamo leggendo o scrivendo;
  • continuiamo a cambiare brano invece di lavorare;
  • il volume è così alto da diventare esso stesso una distrazione;
  • dobbiamo prestare attenzione a persone, segnali o avvisi presenti nell’ambiente di lavoro.

L’obiettivo non è ascoltare musica a tutti i costi, ma creare le condizioni sonore migliori per quello che stiamo facendo.

La playlist giusta dipende dal lavoro che stiamo facendo

Il legame tra musica e produttività è quindi più complesso di quanto possa sembrare.

La musica può migliorare l’umore, rendere meno monotone alcune attività e, in determinate condizioni, favorire concentrazione e creatività. Ma durante compiti complessi o fortemente linguistici può anche sottrarre risorse alla nostra attenzione.

La soluzione è sperimentare.

Una playlist strumentale potrebbe funzionare durante lo studio, una selezione più energica durante un’attività ripetitiva e il silenzio assoluto quando serve la massima concentrazione.

La vera domanda, quindi, non è semplicemente “la musica aumenta la produttività?”, ma:

quale musica funziona meglio per quello che sto facendo in questo momento?

🎧 Tu riesci a lavorare meglio con la musica o preferisci il silenzio?

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Scritto da: Giardini Stefano

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